L’uomo sulla moto

•2 gennaio 2010 • Lascia un commento

Autore: Cinzia Gargiulo

L’uomo sulla moto
correva incontro al vento,
alla vita e all’amore.
Correvano anche i suoi pensieri,
andavano verso una donna
che aveva incontrato il giorno prima.
Lei lo fissava, turbata,
attratta dai suoi occhi grandi,
lui lavorava e le parlava di sè.
Le raccontava della sua passione per le moto,
dei viaggi del passato
e del viaggio che avrebbe fatto l’indomani.

ED È GIA’ DOMANI!…

L’uomo sulla moto
è in viaggio,
corre incontro alla montagna che lo aspetta.
I suoi pensieri corrono,
anzi volano, verso la donna di ieri.
All’improvviso una certezza
squarcia la sua anima,
come un fulmine a ciel sereno!
Se l’ha incontrata ci sarà una ragione,
se gli è rimasta dentro
la incontrerà di nuovo.
Mentre i suoi pensieri
volano verso di lei,
il suo cuore avverte un’emozione sconosciuta.
L’uomo sulla moto ora sa,
si tratta solo di aspettare,
perchè, prima o poi, si incontreranno ancora.

E LUI SA ASPETTARE…

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Preghiera Cheyenne

•2 gennaio 2010 • 2 commenti
Guerrieri Cheyenne

Guerrieri Cheyenne

Concedimi, o Grande Spirito, d’imparare la lezione che hai nascosto in ogni foglia ed in ogni sasso.
Io voglio essere forte, non per dominare il mio fratello, bensì per combattere il mio più grande nemico: me stesso.
Fai in modo che io possa essere sempre pronto a venire da Te con le mani pulite e lo sguardo leale.
Così che, quando la mia vita finirà al calare del tramonto, il mio spirito si presenti a Te senza onta.

Suicidio virtuale

•1 gennaio 2010 • Lascia un commento

Tratto da un gruppo (intelligente) di Facebook.
http://www.facebook.com/group.php?gid=52481237414

Sono gli anni della crisi. Le banche, il capitalismo, i prestiti, i mutui, bla, bla, bla..
Alla maggior parte di noi sembra un mondo poco comprensibile
ma riflettimoci, si tratta solo di una questione di soldi?

La crisi economica fa eco ad una profonda crisi culturale, ideologica, e soprattutto ad una crisi emozionale.

Le profezie del Matrix, senbra che si stiano avvelando: ci stiamo uniformando ad una società di cloni.
Un urna di palline monocolore, senza una propria identità. Falsi miti e modelli preimpostati che ogni sera ingurgitiamo insieme alla cena davanti alla TV.
La poca consistenza di questo mondo si traduce in un deficit di sogni, progetti, ideali, fiducia, orgoglio e e libero arbitrio.

Tutto ciò porta irreversibilmente alla perdita di entusiasmo, al passivismo, alla perdita delle emozioni vere. Guardati intorno: in una piazza, in una stazione, in un cetro commerciale: si fa fatica ad incrociare uno sguardo o ancor di più, un sorriso. Siamo a disagio. I saluti sono ridotti a semplici cenni eppure “qui”, ci scriviamo tutti i giorni in “bacheca”.
Per strada invece siam tutti rinchiusi in una sorta di microcosmo protetti dal nostro i-pod, in attesa spasmotica di rintanarci dietro lo schermo.

100-200-300 amici virtuali.. Amicizie? Piuttosto sterili rapporti mantenuti attraverso un commento allo stato, o una richiesta di Most Lovebole Person. Non esistono più gli sfoghi con l’amico davanti ad una birra, organizzare un incontro sembra essere diventata un impresa…Come è possibile, così tutt’un tratto?
Il citofono suona sempre più di rado e noi non c’é ne preoccupiamo nemmeno..
Tanto, la domanda: “Allora come va? Che fai di bello?” te la fa facebook ogni di!..
E noi li che, devoti gli rispondiamo sempre… Ad un software!

Cazzo rendiamoci conto! Interagiamo con un software!

Si esce di meno ormai, vuoi la partita, vuoi serata Gf, vuoi serata Zelig: un occhio alla Ventura e un occhio a facebook. Gli incontri virtuali hanno spodestato quelli reali. Ormai uscire è diventato così raro che quando capita, anche un caffè è un evento, e allora pronti con la fotocamera…E già..non vediamo l’ora di postare foto e relativo tag, come a testimoniare agli altri, “guarda! Hai visto come mi diverto io!”

… Cloni… Con un pensiero, e delle idee che si riducono neanche più ad un rigo, scritto all’interno del gruppo del giorno, per limitare gli sforzi c’è addirittura il tastino “Mi piace”.

Notifica: “Francesca ha risposto ad una domanda su di te”. Clicca qui per sapere…
– Cavolo! Francesca, non ci vediamo da una vita, ma cosa ne sa di me? –
“E’ colpa tua, guarda…Sei sempre off-line!”…
– E’ colpa mia che non sono on-line!!! –

… È tempo di fermarci a riflettere su tutto questo.
Fa che questo sia il tuo testamento ideologico.
Stacca la spina dal tuo mondo virtuale.
Almeno per un pò.
Tv che puoi farlo in piena coscienza, non aspettare:.

Suicidati virtualmente e vivi…Vivi davvero..

2009: un anno difficile

•31 dicembre 2009 • Lascia un commento

Il 2009 è stato certamente un anno difficile. Per me, per l’Italia, per il mondo intero. Ogni periodo di “crisi”, comunque, è una occasione irripetibile per dare una scossa alla propria vita, alla carriera, per un rinnovamento radicale degli orizzonti, degli obiettivi, delle strategie.

Procediamo con ordine: cosa mi è accaduto quest’anno

Gennaio

Il lavoro annaspa, non ci sono ordini, è tutto fermo. Si prospetta un anno difficile, ma sono ottimista e lavoro per modificare le strategie e riorganizzare il mio settore all’interno dell’azienda. E’ necessario puntare sulla qualità del nostro lavoro, specializzarci in settori strategici e difficili, per avere meno concorrenza possibile, ed espandere i nostri interessi a livello geografico, lavorando almeno per tutta l’Italia. La mia società (nel senso della società in cui lavoro) è scettica, come al solito, e preferisce l’immobilismo all’audacia.

Marzo

Piccola caduta in moto. Che sfiga, a 20 km/h su un asfalto scivolosissimo. Non mi faccio nulla, ma il “viso” della mia stella è graffiato… Che sfiga, il giorno dopo sono arrivati i tamponi para-carene che avevo ordinato!!!<

Aprile

Ad inizio Aprile ho un incidente in moto, durante le prove libere nel vircuito di Magione. Tre fratture all’anca, viaggio allucinante dall’ospedale di Perugia a casa in ambulanza, 40 giorni immobilizzato a letto, e si prospetta una lunga riabilitazione. Dicono, in ospedale, di pensare ad almeno tre, se non quattro, mesi per ricominciare a camminare correttamente, senza problemi… AGOSTO??? Nooooooo…

Maggio

I miei medici (e soprattutto io) attendono i quaranta giorni, poi radiografie e referti ortopedici affermano che le fratture sono in via di consolidamento. Che dolore, provare a mettersi in piedi e tentare di fare due passi con le stampelle. Mi rendo conto che sarà dura. Siamo a metà maggio, e l’ortopedico mi dice di cominciare, con estrema calma, a poggiare ogni settimana più peso sul lato fratturato, togliendo le stampelle dopo 2 mesi. Dopo 5 giorni ho tolto le stampelle, anche se abbastanza claudicante. Un altro compleanno a letto, per la cronaca…

La mia stellina ha bisogno, ora, di qualche riparazione. Le carene stradali sono molto graffiate, hanno bisogno del carrozziere. Le carene da pista sono in stato disastrato, e decido di provare ad aggiustarle da solo. Approfitto per sostituire i pezzi rotti con materiali racing, pedane arretrate e pompa freno Brembo RCS, ad esempio. La moto resta in garage, trasformato in meccanico/carrozzeria, dove ho trascorso la maggior parte del mio tempo.

Giugno

Back in action! Di nuovo in sella alla mia amata stellina. Dopo solo due mesi, non riesco a crederci, anche se agli inizi il dolore si fa sentire pesantemente. Ma non ci bado ed insisto.

Il mese di Giugno corrisponde anche alla svolta professionale: ritorno al lavoro, qualcosa si è incrinato e la situazione “ordini” è sempre peggiore. L’azienda decide per la cassa integrazione, io sono sicuro che manderanno anche me, nonostante tutto. Così è stato, e tralasciando il modo in cui me l’hanno comunicato, hanno lasciato il mio reparto senza un leader. Da un’occasione irripetibile per una svolta qualitativa si è arrivati al disfattismo totale, un intero reparto allo sbando, senza una guida. Gli avvoltoi non hanno esitato per tentare di prendere il mio posto. I risultati li conosco…
Questo ed altri motivi mi hanno portato alla decisione: non sarei più tornato a lavorare in un’azienda così miope, anche se mi avessero richiamato. Mi sono concesso l’estate per una riflessione accurata, dedicando tutte le energie alla totale riabilitazione, ed agli amori della mia vita: famiglia e moto!

Luglio

Il ritorno in pista! La scena è il circuito mondiale di Misano, la tensione è altissima, ma a fine giornata la mia felicità è inenarrabile, questo è l’inizio della vera risalita. Decido di accettare la sfida più difficile, e…

Agosto

…e la settimana successiva sfido la pista che mi aveva buttato a terra. Magione again! Ho trascorso una mattina per cominciare a percorrere la curva “maledetta” senza pensare all’incidente e rallentare vistosamente, ma a fine giornata i tempi si sono fatti interessanti, ed una stupenda stanchezza mi ha “catturato”, ero al settimo cielo. Grandi ragazzi, quelli dei Pescara Bikers, che ho avuto modo di conoscere molto meglio, nel nostro ambiente naturale.

Ad Agosto arrivano le prime novità sul campo professionale. La luce si intravede alla fine del tunnel! Ma di questo parleremo in un altro blog.

Settembre

A settembre inizia una nuova vita, una nuova casa, un ambiente completamente diverso. Una sfida che ho accettato volentieri, e che mi ha riportato l’entusiasmo per la mia attività, per la mia vita, per il mondo che mi circonda. Anche di questo parleremo in separata sede.

Oggi, comunque, sto vivendo appieno questa nuova avventura che la vita mi ha offerto. Chissà dove mi porterà… Lo scopriremo presto!

Nel frattempo auguro a tutte le persone a cui voglio bene, uno splendido 2010, che possa essere colmo di soddisfazioni, in tutti i campi.

Essenza del motociclista

•27 dicembre 2009 • Lascia un commento

(autore sconosciuto, ndr)

Una volta, qualche anno fa, il papà di uno di noi che ora non c’è più, il papà di un Angelo con il #24 sul cupolino e nel cuore ci ha definiti così:

“… Mi aveva tanto parlato di voi, ma a dire il vero non lo avevo mai ascoltato più di tanto, ma essendo un gran “capoccione” me li ha voluti far conoscere uno ad uno, questi ragazzi da abbracciare e baciare come figli propri, immersi in quelle loro tute di pelle, con i loro caschi sgargianti, tutti veri DURI!

Gente che su strada non abbassa mai lo sguardo. Ma provate ad alzare loro quelle visiere scure da marziani e troverete occhi splendidi, puliti, gonfi di quelle lacrime vere in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondo alla loro anima per vedere com’è candida.

Provate poi a togliergli quelle tute e troverete al loro interno dei bambinoni innamorati della vita, del week-end a bistecche e salsicce, ma ancora tanto bisognosi di un padre o di una madre che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare duro”.

Si dice che ogni volta che saliamo in sella ai nostri destrieri insieme a noi salgano pure Angeli e Diavoli….
E’ vero! Rappresentano quel dualismo che rende questo modo di vivere così denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre, ad urlare.

Diavoli che girano quel polso in maniera a volte così irrazionale e violenta che lo schizzo di adrenalina ti arriva dritto al cervello senza passare dal via, lasciandoti i tremori per lunghissimi interminabili minuti, e angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi, dei nostri affetti, delle nostre paure ed esperienze costruite sulle nostre ossa rotte.

Si, è vero, in moto si muore, capita…
può capitare ad ognuno di noi e ci si fa male, tanto male, ma quanta vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate così fragorose da far tornare il sole anche in un fredda e piovosa giornata di novembre?

Parlate con ognuno di noi e fatevi raccontare un giro, un aneddoto, una curva e perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare, nelle risate, nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli del viso e distende la fronte…

Parlate con ognuno di noi e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a qusta passione e preparatevi a sentire l’urlo del silenzio, a vedere quello sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista o di un pilota che guarda il cielo ancorato a terra …

In moto si muore, è vero…
ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso… E se ancora non lo avete capito… beh, laciate perdere, non lo capirete mai.

Ma se un domani, andando al mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta, dovesse sopraggiungere uno di Noi e vedeste vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciando come un pazzo, rinunciate a capire anche lui… Lui che nella sua incoscienza vede in Noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere.
E se vedrete il motociclista ricambiare il saluto… beh, non c’è nulla di strano sapete? Tra Angeli in terra ci si saluta sempre …

Ma questo, chi ha perso le ali, non lo ricorda…
Motociclisti… strana, meravigliosa gente!